Il Carnevale è considerata la festa dell’allegria e del divertimento per eccellenza. Uomini e donne di ogni ceto sociale si recano a balli in maschera, sfoggiando abiti bizzarri e variopinti, per liberare la fantasia e per godere di un po’ di felicità. In questo periodo la gente ama mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al folle divertimento, fare pazzie e scherzi di ogni genere, abbandonandosi anche a sconcezze e oscenità che sono difatti tutti i comportamenti che caratterizzano il Carnevale. Ogni anno si ripetono le stesse scene, con carri addobbati e gente mascherata che sfilano per le strade, lasciando una scia di coriandoli e stelle filanti al loro passaggio. Ma sarebbe opportuno chiedersi da dove proviene questa festa e di quali concetti religiosi o valori morali è portatrice? Perché dietro le maschere, si celano tradizioni pagane, spiriti infernali, cerimonie di fertilità e purificazioni sociali.
1 - ORIGINI DEL CARNEVALE NEL MONDO PAGANO
Questa festa affonda le proprie radici nei rituali idolatri di antiche superstizioni pagane, come i Saturnali ed i Baccanali. I Saturnali si celebravano a Roma in onore di Saturno, divinità italica di origine Etrusca, collegati alla fatica della vita agricola. Dopo la semina, c’era il rito propiziatorio, per ottenere il favore degli dèi degl’inferi e degli spiriti di familiari defunti, affinché sprigionassero tutte le loro forze, e il raccolto fosse molto produttivo. Questi spiriti venivano omaggiati, e “fatti rivivere” attraverso la loro personificazione; era infatti diffusa la credenza che indossando una “maschera” si ricevesse il potere di scacciare gli spiriti avversi. Per questi motivi, i travestimenti carnevaleschi erano in origine “raffigurazioni viventi” di esseri demoniaci. Gli spiriti o “dèi sotterranei” erano esaltati mediante la rappresentazione del “mondo sottosopra”, cioè col sovvertimento di ogni regola sociale ed etica. Le maschere, in origine, rappresentavano proprio gli esseri infernali, gli spiriti, i morti, cioè le forze legate al sottosuolo che possono favorire il risveglio della terra. In una sorta di rito di fertilità, il loro intervento deve far sì che l’annata sia propizia. Arlecchino per esempio deriva da Hellequin, figura diabolica medievale.
Durante i Saturnali era così lecito schernire i proprietari ed i governanti, e questo avviene anche oggi, d’altronde, fra le principali attrazioni del Carnevale vi è il dileggio di personalità politiche e autorità civili. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dèi, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Nell’antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e, tra fiumi di vino e manifestazioni che spesso degeneravano in orge. Le maschere avevano la funzione di nascondere l’identità delle persone che potevano così abbandonarsi, in tutta tranquillità, ai ritmi sfrenati della festa. Sotto l’effetto dell’alcool si cercava di dimenticare i pesi dell’esistenza, ed era considerato lecito trasgredire ogni norma e trascendere in pratiche orgiastiche e giochi immorali, dando libero sfogo alle passioni umane.
In Sud America abbiamo la patria madre del Carnevale, ossia il Brasile. In un paese confinante come la Bolivia, nel primo giorno di carnevale i contadini si recano nei propri terreni per controllare l’andamento delle coltivazioni, dopodiché la gente è libera di dedicarsi ai balli e al divertimento senza freni. Nel giorno successivo si fanno offerte agli spiriti. Incredibilmente il giorno della “ch’alla”, che corrisponde al nostro “martedì grasso”, si annuncia con fuochi d’artificio già al mattino presto, e comprende la pratica di spargere alcol sulle porte delle case. Quest’ultima usanza rispecchia il gran consumo di alcol con relativa ubriachezza e dissolutezza durante i festeggiamenti del Carnevale. Tra l’altro, secondo una credenza popolare, si pensa che nel sabato che precede la domenica della Pasqua, si è liberi di peccare senza alcuna conseguenza: basta nascondersi dietro una maschera!
Comunque, l’uso delle maschere era conosciuto dall’uomo fin dal Paleolitico, quando gli stregoni, durante riti magici e propiziatori, indossavano costumi adornati di piume e sonagli ed assumevano aspetti terrificanti grazie a maschere dipinte, nell’intento di scacciare gli spiriti maligni.
2 - COME È ENTRATO IL CARNEVALE NELLA CRISTIANITÀ?
Quando l’imperatore Costantino dichiarò il cristianesimo religione di Stato, bandì il carnevale in quanto ritenuto una festa pagana. Tuttavia, a poco a poco, le usanze carnevalesche cominciarono a riemergere e la Chiesa, nel corso dei secoli, ha riabilitato il carnevale dandogli un’interpretazione un po’ più “sacra”. La Chiesa Cattolica alla fine scese ad un compromesso, dicendo che si poteva partecipare al Carnevale, ma solo chi fosse disposto ad osservare un periodo purificatorio di digiuno di quaranta giorni prima di Pasqua. Da qui il termine “carnevale” o “carne levare”, e questo comportava l’evitare il consumo di carne nel periodo della Quaresima. Con l’ingresso coatto di masse pagane tra le fila della cristianità, questo causò l’introduzione di varie usanze pagane, tra i quali i Saturnali e i Baccanali e certi festeggiamenti furono ammessi nel periodo che precede la Quaresima. Il Carnevale era caratterizzato da banchetti lussureggianti, danze, travestimenti, giochi e scherzi d’ogni genere.
Durante il Medioevo, il Carnevale fu nuovamente una festa di massa e si arrivò perfino a celebrare messe e culti di Carnevale. Cronache di quel tempo riportano alcuni avvenimenti carnevaleschi, dove al popolo era permesso fare di tutto a scapito di ogni elementare regola di civiltà e di buon gusto. Atteggiamenti grossolani e volgari, sbeffeggi alle autorità, profanazione di chiese ed ogni sorta di scurrilità venivano tollerate in nome del Carnevale. Il “carnevale cristiano” iniziava dopo l’Epifania e si concludeva con un rito purificatorio, officiato il primo giorno della quaresima, il così detto “funerale del carnevale”, in cui si imprimeva sulla fronte dei fedeli un po’ di cenere. Oggi la manifestazione mondana del Carnevale è più breve e si conclude ancora col “Martedì grasso” che precede il “Mercoledì delle ceneri”. Quanto succede oggi nelle feste del Carnevale, ci dimostra che lo spirito di questa festa non è cambiato, anzi si è ampliato e introduce altre tradizioni pagane. Inoltre, la consuetudine di gettare i coriandoli risale al Rinascimento. Il termine “coriandoli”, deriva dal fatto che venivano gettati in aria dei semi di coriandolo, o di mandorle, glassati con lo zucchero. Il carnevale oltre a costituire una manifestazione del folklore locale, ha delle connotazioni e declinazioni religiose, sociali e culturali. Questo periodo era conosciuto come: “Semel in anno licet insanire”, locuzione latina che invita a uscire dalle convenzioni sociali una volta l’anno, sconvolgendo in modo ludico gli obblighi e le gerarchie sociali.
3 - IL CARNEVALE OGGI
Il Carnevale è la celebrazione del travestimento per eccellenza, dove si sovverte l’ordine naturale e morale stabilito da Dio; infatti possiamo vedere donne in abiti maschili e viceversa, persone mascherate da animali, da diavoli, angeli, maghi, streghe e via discorrendo. Il Carnevale è il riconoscimento di quella ambiguità che, mescolando bene e male, confondendo realtà e apparenza, verità e finzione, e tutto questo mira ad offuscare quella lucidità e giusta inibizione che servono ad onorare Dio.
Isaia 5:20-22 «Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti! Guai a quelli che sono prodi nel bere il vino, e abili nel tagliare le bevande alcoliche…».
Romani 13:12-14 «La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie. Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze».
Molti vi diranno: “ma non c’è nulla di male…” per rendere implicita l’approvazione di Dio in faccende che non lo riguarderebbero: «Dicono: “Il Signore non vede, il Dio di Giacobbe non se ne preoccupa”» (Salmi 94:7). Il Carnevale è espressione di una allegrezza abbinata alla volgarità e alla dissolutezza, in contrasto con la gioia e la moralità cristiana (Romani 14:17; Efesini 5:3-4). La Parola di Dio non insegna a dileggiare o prendere in giro le autorità, bensì a pregare per esse (1 Timoteo 2: 1-2), e la satira dissacrante è completamente in contrasto con la Parola di Dio (Salmo 1:1, 2 Pietro 2: 10). Il Carnevale di fatto è l’esaltazione sfrenata del godimento fine a sé stesso, un’innocente divertimento, uno dei tanti “diversivi” satanici che, con la scusa di fugare noia, tristezza e desideri repressi, svia le coscienze dalla sana preoccupazione per la propria condizione spirituale.
Sapevate che il maestro dei travestimenti è Satana?
2 Corinzi 11:14 ,15 «Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si TRAVESTE da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si TRAVESTONO da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere».
Satana e i demoni possono prendere il sembiante di chi vogliono, infatti appaiono spesso sotto mentite spoglie di un santo, madonna, alieno o parente defunto. Il Carnevale, lungi dall’avere qualche relazione con il cristianesimo, perché trae origine dagli antichi Saturnali e Baccanali dell’antica Roma pagana e dallo spiritismo. Il Signore, esorta il Suo popolo a non prendere parte a questi spettacoli pagani: “Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie d’impurità con avidità insaziabile” (Efesini 4:17-19).
Del resto i frutti del Carnevale sono: oscenità, ubriachezze, gozzoviglie, risse, adulteri, fornicazioni, etc. In Brasile, durante i festeggiamenti del Carnevale si ha il più alto numero di omicidi, di violenze e furti, rispetto al resto dell’anno. Tutto questo mostra chiaramente che non si tratta affatto di cose buone, ma di cose malvagie, carnali e diaboliche; condannate da Dio: “Ora, le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e altre simili cose; circa le quali vi preavviso, come vi ho già detto, che chi le fa non erediterà il regno di Dio” (Galati 5:19-21).
4 - CARNEVALE? NO GRAZIE!
Come cristiani convertiti non possiamo rischiare di “indossare” un abito religioso in Chiesa ed un altro nella società; poiché siamo chiamati a rendere conto della nostra fede, sia davanti agli uomini, che davanti a Dio (1 Pietro 3:15-16; 2Corinzi 5:10). Inoltre, siamo chiamati a presentare il Vangelo del Regno, senza adattamenti o manomissioni, con la fermezza di chi vuole vivere fedelmente gli insegnamenti della Parola di Dio (1 Corinzi 15:33-34; 1 Pietro 4:1-4).
Non possiamo dire di amare Dio, e poi vivere nell’egoismo e nei piaceri carnali. Per questo a tutti quelli che hanno accettato Gesù nel loro cuore e sono divenuti figli di Dio, lo Spirito Santo dice: «Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità» (Efesini 4:20,22-24).
A voi che vi professate cristiani, ma siete attratti dai divertimenti carnali, il Signore vi dice: «Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quel che vorreste» (Galati 5:16-17).
Colossesi 3: 5-10 «Fate dunque morire ciò che in voi è terreno, fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi, cupidigia, che è idolatria. Per queste cose viene l’ira di Dio sui figli ribelli. E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. Ora invece deponete tutte queste cose, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato».
I cristiani che partecipano ai divertimenti del Carnevale (festa diabolica), non dimostrano di avere rinunciato a sé stessi, perché i “nati di nuovo” o rigenerati dallo Spirito Santo, non prendono più parte alla vita mondana o peccaminosa. Efesini 5:1-12 «Siate dunque imitatori di Dio e come figli a lui cari camminate nell’amore. Come si addice ai santi né fornicazione, né impurità, né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti, siano neppure nominate tra di voi. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni, perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, piuttosto condannatele, perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto».
Efesini 5:15-19 «Guardate dunque con diligenza come vi comportate, non da stolti, ma da savi, perché i giorni sono malvagi. Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di capire bene quale sia la volontà del Signore. Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore».
Il Signore vi invita a…“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14).
CONTATTI
SCRIVICI UN’EMAIL, CHIAMACI O CONTATTACI TRAMITE IL FORM !